La mia Pasqua cinese

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La mia Pasqua in Cina è stata una giornata lunga e intensa. Tralasciando la pulizia della camera, a questo punto non tralascio, e il cambio delle lenzuola, si è sviluppata con un pasto regale a suon di pizza [sono ancora Italiano, da quel che mi dica Tommi] metà margherita e metà ‘Fruit’: ananas, pera e pesca.

 

Al pranzo è seguita la visita ad un Tempio Buddista: fantastico. Cantilene, tè caldo, piogerellina e i gesti di saluto dei monaci.

Un cappuccio al volo da MacDonald [capite dove bevo il caffè] con annessa chiacchierata con un vecchietto cinese, con cui ho conversato in inglese e qualche parola di italiano imparata nei viaggi per lavoro in Italia. Gli mancano gli spaghetti, non dirlo a me!

E per concludere sono stato nella Cattedrale di Guangzhou. Un posto dove trovi qualsiasi etnia sulla terra: dagli indiani, ad africani, dai bianchi ai cinesi, ovviamente. In tutto questo ambiente di fede non mi sarei mai aspettato che dei cinesi chiedessero a due italiani di farsi una foto con loro. Vabbe.

Nuova mota di colore alla 301: bandierine buddiste!

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