Mafia, Berlusca ... conversations about Italy
Ero un poco preoccupato da cosa sarebbe saltato fuori dalle conversazioni sul mio bel paese. Studiando in un programma di demografia in classe facciamo spesso confronti fra i vari paesi di provenienza. I miei compagni di corso provengono da paesi esotici come l'India, il Nepal o più vicini come la Germania and so on. I paragoni sono fatti in relazione alle diverse dinamiche e politiche pubbliche per la popolazione.

Già alla prima lezione sono uscito allo scoperto come l'italiano casinista: quello che a detta dell'iraniana canta mente parla inglese (?), quello che sbaglia orario delle lezioni e la fa sbagliare anche agli altri, quello che sta diventando un tour operator e promotore del turismo italiano. Sì, perché io ero preoccupato che le conversazioni cadessero sugli stereotipi più attuali. Berlusconi, i suoi scandali, la politica italiana, la Mafia, invece, i miei compagni di classe sono veramente e sinceramente interessati dall'Italia per la sua storia e per la sua cultura. Alcuni di loro ci sono già stati, ma, come immaginavo, non è stato facile per loro che parlano inglese o lingue incomprensibili girare in Italia. Solo nei luoghi più turistici trovano informazioni in inglese e qualcuno che lo parli. Un peccato. I treni sono un altro tasto dolente e lo posso capire: stento ancora io ad usare velocemente le macchinette per acquistare i biglietti dei treni alla Stazione, ma è possibile che loro siano più svegli di me. Tanto per cambiare in Stazione a Padova avevo bloccato la Carta di Credito. Strano! [Leggi: bit.ly/ccredito] In breve, le conversazioni più recenti sono state legate alla Moto Guzzi di uno svedese, che vuole offrire a me ed un'altra italiana del caffè Lavazza fatto con la sua moca Bialetti. Il nepalese, invece, mi chiede consigli sui sughi per condire la pasta e su quali città visitare in estate. Ah, questa è una perla: credevano che Venezia fosse distantissima dalla costa, quando gli ho detto che ci si può arrivare in treno e auto ci sono rimasti un po' male. Tutto questo per dire quanto ebeti siamo noi italiani. Avremmo un paese che già così come è ci offre opportunità di turismo di ogni sorta e non ci facciamo molto, cioè non lo sfruttiamo al massimo.
Ad esempio Padova, la mia città, nessuno la conosce se non perché vi è passato in treno da Venezia a Verona. Ditemi quanto costerebbe creare un'app per lo smartphone scaricabile gratuitamente arrivato in stazione che dia informazioni ai turisti?! Potrebbe indicare i percorsi ai monumenti ed ai punti di ristoro o dare informazioni sugli orari dei mercati e visite guidate. Basterebbe farla creare a qualche studente dell'Università indicendo un bando in cui, non so, chi crea la migliore app ha un anno di università gratuita. Si creerebbero relazioni inter-facoltà fra studenti umanistici e informatici e poi si potrebbe dare lavoro ad altri giovani che potrebbero condurre le visite. Forse sono solo mie farneticazioni. In ogni caso, continuo a promuovere il mio Bel Paese. ;) Orde di vichinghi ci invaderanno.